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CHUR STATION
Chur (1992)


SCHEDA Descrittiva
SCHEDA DESCRITTIVA

Paese SVIZZERA
Denominazione CHUR STATION


Anno di realizzazione
Concorso 1985, anno di costruzione 1992.
Modi di trasporto confluenti sul nodo
Treni internazionali, treni nazionali, bus, taxi, auto private.
Ubicazione
Chur è la capoluogo della regione dei Grigioni, la stazione è situata nella parte centrale della città e svolge un'importante funzione di nodo di scambio tra i diversi sistemi di trasporto confluenti sulla città.

Località CHUR
Progettisti arch. Richard Brosi, Robert Obrist,
OVE Arup e Partners, RfR


La stazione di Chur è stata utilizzata sin dalla sua origine dai viaggiatori e dagli sciatori in particolare come luogo dove cambiare il treno per raggiungere la località di St. Moritz.

Per la risistemazione della stazione e delle aree adiacenti è stato indetto un concorso architettonico nel 1985. L'intervento è stato sponsorizzato dal principale utilizzatore della stazione, la Rhatische-Bahn, dalla PTT, dalla SBB (ferrovie svizzere) e dalla municipalità. I vincitori del concorso sono stati gli architetti Richard Brosi di Chur e Robert Obrist di St Moritz, con i quali ha collaborato l'ing. Peter Rice, già progettista delle strutture di copertura della stazione di Lille e del modulo d'interscambio di Roissy a Parigi.

La nuova stazione è stata progettata su due livelli sovrapposti: il primo, rialzato rispetto al piano stradale, è utilizzato dalla PTT per la stazione dei bus; il secondo è totalmente dedicato alla SBB per il servizio ferroviario.

L'accesso dei passeggeri al livello dell'autostazione avviene tramite lo stesso percorso utilizzato dagli autobus; mentre al livello dei treni si accede tramite scale. La soluzione proposta si distacca molto dalle soluzioni adottate per le stazioni di medie dimensioni nel corso della storia, e fornisce indicazioni per un'organizzazione degli spazi secondo criteri di estrema semplicità che rendono la stazione di facile uso da parte dei viaggiatori.

La stazione è fortemente caratterizzata, dal punto di vista architettonico, dalla copertura, costituita da una volta vetrata ad archi sorretti da colonne accoppiate poste alla distanza di 15 m. La tipologia dell'arco è chiamata a "bicicletta", per il modo a raggiera in cui vengono disposti i tiranti e che ricorda appunto le ruote delle biciclette. Nel disegno della struttura, si è cercato di raggiungere il più alto grado di trasparenza, risolvendo al tempo stesso i problemi rappresentati dai consistenti carichi dovuti alle precipitazioni nevose.




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