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EMSCHER PARK
Distertto della Ruhr (1991 - 1999 )


SCHEDA Descrittiva
SCHEDA DESCRITTIVA

Paese GERMANIA
Denominazione EMSCHER PARK

Località DISTRETTO DELLA RUHR, REGIONE DELL'EMSCHER, NORD WESTFALIA
Progettisti COORDINATI DALL'IBA EMSCHER PARK S.R.L.
Tipologia PARCO REGIONALE
Anno di realizzazione 1991 - 1999


Il bacino industriale della Ruhr è stato l'oggetto di un ciclopico lavoro di recupero, avviato negli anni tra il 1989 ed 1999 dal governo regionale (Land) della Renania-Westfalia, in collaborazione con un organo d'intervento d'eccezione: l'IBA Emscher Park.

Appena centocinquant'anni fa il bacino della Ruhr era un avvallamento paludoso, con pochi abitanti e con nuclei urbani, che non superavano i 500 residenti. Fu a partire dalla metà del 1800 che questo centro divenne uno dei più importanti poli produttivi d'Europa, specializzato nell'attività estrattiva e in quella siderurgica. Nel giro di poco più di un secolo il territorio subì una profonda trasformazione: su una superficie di 4.432 Kmq, gli abitanti passarono da circa 300 mila nel 1820, a 5,7 milioni nel 1965; le miniere esistenti arrivarono, nel 1956, ad estrarre circa 124 milioni di tonnellate di carbone all'anno.

In questa regione, in cui tutto era funzionale all'attività estrattiva e siderurgica, il sistema delle infrastrutture costituiva la spina dorsale indispensabile al funzionamento del sistema produttivo.

Sulle terre della Nord-Westfalia i percorsi autostradali si snodano per 451 km, le autostrade per 839 km e le strade urbane per 15.200 km. La rete dei canali navigabili raggiunge una lunghezza complessiva di 272 km, il trasporto via acqua può contare su 31 porti industriali.

Con l'aggiunta del sistema ferroviario, il panorama della consistenza delle infrastrutture raggiunge complessivamente l'8,5% dell'intero territorio.

Il successivo periodo di declino, che ha interessato una dopo l'altra, tra il 1960 e il 1980, tutte le grandi industrie minerarie e siderurgiche del bacino della Ruhr, ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione d'immani dimensioni.

La regione dell'Emscher si presentava in uno stato di massimo degrado sotto molti aspetti. L'iper-specializzazione del sistema produttivo aveva conformato a questo scopo l'intera struttura sociale e territoriale della regione; i nuclei urbani non crescevano attorno alla cattedrale o al municipio, ma attorno agli stabilimenti ed alle miniere. Il paesaggio che ne rimaneva era fittamente cosparso di colline di scorie industriali, tracciati ferroviari, fabbriche dismesse, strade senza uscita, il tutto corredato da uno sviluppo urbanistico generale assai disordinato e frammentario. Una delle più pesanti eredità lasciate in "dote" al territorio della valle dell'Emscher dal precedente passato industriale, era costituita dallo stato di avanzato e diffuso inquinamento che rendeva l'ambiente simile ad un pericoloso campo minato. Il degrado delle condizioni atmosferiche è ben esemplificato dalla frase pronunciata da Willy Brandt nel 1961: "Il cielo sopra il Distretto della Ruhr deve tornare ad essere di nuovo blu!"

Prima dei grandi stravolgimenti, il corso meandreggiante del fiume Emscher, costituiva la struttura naturale portante dell'intera regione. I numerosi corsi d'acqua che affluivano in esso, collaboravano a formare il ricco assetto idrologico del bacino fluviale. Il successivo destino del fiume Emscher, divenne tristemente noto in tutto il mondo, a causa della gravità del livello d'inquinamento raggiunto: il suo corso naturale, infatti, era stato trasformato in un lungo scarico pubblico a cielo aperto; anche i suoi diversi affluenti, tra cui in particolare il trafficatissimo canale del Rhein-Hern, subirono una simile sorte.

La devastazione territoriale, paesaggistica ed ecologica, fu ovviamente accompagnata dal decadimento della struttura sociale, il cui funzionamento era interamente fondato sui cicli di produzione dell'attività estrattiva e siderurgica. Il sistema produttivo ed economico che garantiva la sussistenza ai cinque milioni di abitanti, venne rapidamente a mancare, determinando negli anni successivi, un tasso di disoccupazione tra i più allarmanti del Paese.

L'immensa problematica che opprimeva questa vasta regione da alcuni decenni, di natura: urbanistica, territoriale, ecologico-naturalistica, sociale e culturale, è stata affrontata con grande coraggio e nella sua globalità e complessità, dal "Land", il governo regionale del Nordrhein-Westfalen, che per l'occasione ha istituito un organo d'intervento eccezionale: l'Internationale Bauausstellung Emscher Park o IBA Emscher Park.

Per affrontare il problema dell' Emscher Park, la veste tradizionale dell'IBA (Mostra Internazionale di costruzioni e architettura) venne completamente rivoluzionata, nel tentativo di adattarla alla complessità del nuovo compito.

La natura giuridica, il tipo di organizzazione e di ruolo che l'IBA Emscher Park ha assunto e svolto nel decennio della sua attività, presentano numerosi caratteri innovativi, profondamente estranei non solo alla precedente attività dell'IBA, ma anche ad altri simili organismi operanti nel vasto panorama internazionale.

L'IBA Emscher Park è una società a responsabilità limitata, sottoposta all'autorità di un collegio sindacale. La sua struttura organizzativa è composta da un consiglio di amministrazione - del quale fanno parte importanti esponenti del mondo della politica, dell'economia, dei sindacati e delle associazioni ambientaliste - e da un comitato di coordinamento, presieduto dal ministro dell'urbanistica e dei trasporti e composto dai rappresentanti della regione, dei comuni principali, degli ordini professionali e da singoli professionisti quali, architetti, ingegneri, paesaggisti, artisti, naturalisti, ecc. Il personale dipendente della S.r.L. non supera i trenta membri guidati da un direttore esecutivo e da sei direttori scientifici a part-time. La sede della società fu collocata a Gelsenkirchen, uno dei maggiori centri urbani del distretto della Ruhr.

Ciò che rende particolare il ruolo e la natura istituzionale dell'IBA Emscher Park è la totale mancanza di potere giuridico-legale; essa non ha la possibilità di imporre sanzioni, né di obbligare le diverse parti sociali a seguire gli orientamenti proposti. L'IBA Emscher Park non è uno strumento nato per distribuire finanziamenti e non corrisponde alla struttura di una "legge speciale" o di un "programma straordinario"; il suo ruolo è stato quello di essere una piattaforma d'incontro, di scambio e rilancio d'idee ed esperienze, al fine di promuovere il dialogo fra gruppi sociali e soggetti del settore industriale attraverso incontri nazionali ed internazionali. Per raggiungere i propri obbiettivi l'IBA ha usato le armi del dialogo e di argomentazioni persuasive. A questo proposito Wolfgang Pent, nell'articolo per la rivista "Topos": "Changes have to take place in people's head first", spiega:

"L'IBA non è un'autorità per la pianificazione. Essa si strutturò piuttosto come un'agenzia di consulenza. Come tale, indicò le direzioni verso le quali le iniziative potevano svilupparsi, fornì consigli e suggerimenti, creò un rapporto fra partner potenziali, esaminò i criteri qualitativi di ogni progetto per evidenziarne le caratteristiche. Essa può aver posto degli obbiettivi, fornito delle conoscenze, svolto il ruolo di "Public Relation", ma pianificare è qualcosa che non ha mai fatto" ( in Topos, 1999, n. 26, p. 19).

L'avvio del programma di lavoro, fu varato dal governo del "Land", invitando le diverse parti sociali a presentare progetti, idee ed opinioni riguardanti l'area. I progetti raccolti in questa prima fase furono più di 350. Essi provenivano dalle diverse città della regione (spesso organizzate in associazioni sovracomunali), da studi associati di ingegneria, architettura, gruppi di studenti, associazioni ambientaliste e da gruppi di cittadini interessati all'argomento. Molti di questi progetti (più di settanta) sono stati inseriti nel calendario delle iniziative intraprese dall'IBA, la quale - unitamente ad altri programmi d'intervento - ha varato, sotto il proprio patrocinio, l'impressionante numero di 120 progetti.

L'obbiettivo principale e la linea guida dell'intera iniziativa è stata la realizzazione del grande Parco Paesaggistico dell'Emscher ( Emscher Landschaftspark ).

Il "parco" è stato utilizzato, dai dirigenti dell'IBA, come metafora adatta a comunicare il significato di questa impresa ed a supportare il vasto programma d'intervento. Il piano per il progetto dell'Emscher Park si propone di inglobare sotto di sé e supervisionare, le fasi della progressiva realizzazione dei progetti selezionati, al fine di coordinarli e mantenere costantemente sotto controllo le diverse interazioni e reazioni innescate dalla collaborazione tra le numerosissime parti sociali coinvolte.

Il Parco Paesaggistico dell'Emscher - oggi in fase di costruzione - ricopre un'area di circa 320 Kmq, che rappresenta più di un terzo della superficie complessiva della regione della Ruhr (800 Kmq). Esso si estende per circa 70 km, nella fascia est-ovest tra Duisburg, sul Reno e Bergkamen nella Westfalia e, in altezza, per 10-12 km su entrambi i lati del fiume Emscher. Il suo tessuto connettivo, ricongiunge e lega a sé le fasce di paesaggio che separano i 17 comuni compresi dal progetto.

L'intera operazione è stata suddivisa in sette settori principali d'intervento, o progetti guida. Essi coprono un'ampia gamma di problematiche che, partendo dalla riqualificazione ecologica del bacino del fiume Emscher, arrivano ad affrontare la questione delle nuove forme dell'abitare, del lavoro nel parco, della ricreazione lungo il fiume, dell'archeologia industriale nonché delle questioni relative agli aspetti sociali e culturali del tempo libero.

La strategia a lungo termine dei sette progetti-guida può essere così riassunta.

Progetto guida n. 1: il parco paesaggistico dell'Emscher
Esso costituisce l'obiettivo principale ed il tema conduttore del progetto complessivo. Lo scopo, perseguito dal suo programma d'intervento, è di realizzare un vastissimo parco lungo l'asse fluviale dell'Emscher. La sua struttura portante si fonda sul sistema intercorrelato di aree e fasce verdi, percorsi naturalistici, piste ciclo-pedonali, progettati in modo da collegare un sistema di parchi articolato in varie tipologie (riserve naturali, parchi naturalistici, parchi paesaggistici, parchi popolari, parchi ricreativi, parchi culturali) ad un'altra serie di aree con attrezzature per lo sport ed il tempo libero ed infine ad una ricca gamma di biotopi costituiti da aree umide, specchi d'acqua, boschi, ecc.
I punti salienti, che definiscono con più precisione gli obiettivi del progetto, sono:

1) riassetto del paesaggio mediante decontaminazione delle acque e dei terreni inquinati, eliminazione delle barriere architettoniche e infrastrutturali e arricchimento delle specie nelle zone depauperate;
2) ampliamento dello spazio, mediante l'incorporazione di aree precedentemente abitate oppure già destinate all'edilizia residenziale;
3) interrelazione delle potenzialità ecologiche rimaste finora isolate;
4) realizzazione di nuovi attributi estetici nell'architettura del paesaggio, unitamente alla creazione di attrazioni, ecologicamente tollerabili, per il tempo libero, lo sport e la cultura.
Al fine di semplificare le diverse operazioni di ristrutturazione ed identificarle spazialmente, il Parco è stato suddiviso in sette "Corridoi Verdi Regionali" (Grünzüge), denominati con lettere da A a G, che tagliano trasversalmente la valle dell'Emscher, sviluppandosi parallelamente l'una all'altra in direzione nord-sud. La loro forma e direzione segue la traccia lasciata dal progressivo spostamento, da sud verso nord, degli impianti di estrazione del carbone. Quelle che un tempo erano aree vuote dall'aspetto desolato, sono state trasformate oggi in fasce verdi, costituite da parchi, percorsi, boschi e terreni agricoli, che, nel loro progressivo allargarsi e dilatarsi, avviluppano, ricuciono e saldano i brani vacanti di territorio e "avvicinano" l'uno all'altro i territori dei diversi comuni, fondendo percettivamente e funzionalmente (con percorsi e strade verdi) i loro rispettivi territori e paesaggi. I responsabili dell'IBA hanno calcolato che per completare quest'operazione di "riconciliazione territoriale", sarà necessario il lasso di tempo di un'intera generazione. Nell'articolo "Intercommunal co-operation in the Emscher Landscape Park", Michael Schwarze-Rodrian, così descrive la concezione strutturale sulla quale si fonda l'organizzazione spaziale dell'Emscher Park:
"Lo speciale stratagemma del progetto di questo parco, è il modo in cui esso congiunge lo sviluppo paesaggistico con quello urbano, il progetto del paesaggio con l'estetica industriale, la pianificazione del paesaggio con una politica strutturale. (...) Il progetto si basa sulla convinzione che lo sviluppo integrale di questo parco regionale, diventa possibile se tutti i soggetti coinvolti sono fin dall'inizio preparati a cooperare ed a comunicare. (...) Dal punto di vista, interno alle città, (...) (i corridoi verdi) sono percepiti come una specie di periferia. Dal punto di vista di chi pianifica il paesaggio, però, i territori residuali ed i corridoi verdi formano il cuore ed il punto di partenza di una nuova cultura urbana del paesaggio. I sette corridoi verdi regionali sono il luogo della co-operazione sopra-municipale tra tre o cinque diversi comuni, in relazione al numero specifico di città comprese in ogni singolo corridoio". (in Topos, 1999, n.26, pp.53 - 59).
Il programma prefissato dall'IBA, relativo alla realizzazione dei sette corridoi verdi e dei numerosi interventi nel paesaggio ad essi correlati, è stato formulato sotto forma di cinque obbiettivi-base:
1) preservare le rimanenti porzioni libere di paesaggio;
2) collegare in un unico insieme organico le aree isolate e separate;
3) trasformare in parchi alcune delle aree isolate;
4) raggiungere un accordo comune, sia a livello regionale che locale, su progetti specifici a lungo termine;
5) mantenere ed integrare i nuovi spazi aperti realizzati nella struttura permanente di tutela del parco.

Progetto guida n.2: il riassetto ecologico del sistema idrologico dell'Emscher
L'Emscher ed i corsi d'acqua, che in esso confluiscono, costituiscono la struttura portante naturale della regione; il loro progressivo recupero ecologico ha funzionato da elemento cementante dei diversi tasselli del progetto ed ha fornito e garantito una nuova identità territoriale e geomorfologica all'ambiente devastato del bacino della Ruhr. L'importante corso d'acqua, trasformatosi negli ultimi 150 anni in un vero e proprio condotto fognario a cielo aperto, è stato coinvolto in un programma di recupero a lungo termine, schematizzato dall'IBA in tre obiettivi principali:
1) raggiungere, attraverso impianti di depurazione più efficienti e decentrati, un miglior livello di decontaminazione delle acque di scarico;
2) convogliare separatamente le acque di scarico da quelle piovane, in modo da creare le premesse per una riconfigurazione naturale dei ruscelli dell'Emscher e delle zone urbane ed agrarie adiacenti;
3) una parte rilevante di acqua piovana, raccolta separatamente, deve essere convogliata pulita nei corsi d'acqua.
Questo progetto pilota è stato portato avanti in stretta collaborazione con la Cooperativa dell'Emscher, responsabile dello smaltimento delle acque di scarico dell'intera area. All'interno di questo programma d'intervento è stata prevista la creazione di nuove aree umide, articolate in un sistema di specchi d'acqua, paludi e piccoli corsi d'acqua, collegati a loro volta alla rete degli affluenti dell'Emscher coinvolti in un processo di recupero naturalistico. Il grande depuratore, oggi collocato alla confluenza del Reno, sarà prossimamente sostituito con impianti di più modeste dimensioni, decentrati in punti diversi del territorio.
Un'attenzione particolare è stata riservata alla sistemazione ecologica e naturalistica delle sponde, trattate come organismi vitali e complessi, luoghi di confine tra acqua e terra, potenzialmente ricchi forme di vita e di numerose specie vegetali. Attraverso la predisposizione di basse fasce perimetrali ricche di vegetazione, le "nuove" sponde rinaturalizzate funzionano da efficienti filtri biologici, attivati dal lavoro di trasformazione organica svolto da particolari essenze, adatte ad innescare processi di fitodepurazione.

Progetto guida n. 3: il recupero del canale Rhein-Hern
La funzione essenziale di questo canale è quella di rifornire - con acqua di prima qualità - alcuni grandi serbatoi idrici, collocati nei territori più settentrionali della zona della Ruhr, particolarmente povera di riserve d'acqua.
Il canale, oggi parte integrante del Parco Paesaggistico dell'Emscher, è stato costruito tra il 1906 e il 1914; ha uno sviluppo di 46 km ed è dotato di sei chiuse che regolano l'apporto idrico su un dislivello di 37 metri. Il canale, un tempo utilizzato in modo massiccio per il trasporto via fiume di merci e materiali vari, è stato in questi ultimi dieci anni reinterpretato dai progetti dell'IBA, che lo hanno trasformato in un luogo per la ricreazione, il tempo libero e lo sport, mantenendo, però, l'impatto di questo tipo di attività, al di sotto dei livelli tollerati dai meccanismi di funzionamento biologico del canale e delle sue sponde, particolarmente ricche di specie animali e di vegetazione.

Progetto guida n. 4: monumenti industriali intesi come testimonianze storiche
L'IBA ha eseguito in questi anni, un censimento quantitativo e qualitativo dei complessi industriali, al fine di inserirli in un programma di restauro conservativo ed innovativo. I grandi complessi industriali, spesso di grande interesse architettonico, sono, da molti decenni ormai, parte integrante del paesaggio della Ruhr. Essi costituiscono il riferimento spaziale, storico e simbolico per la popolazione locale; abbatterli e demolirli completamente avrebbe comportato non solo un consistente onere finanziario, ma anche una perdita di identità culturale del paesaggio. La fattura e la qualità di alcuni edifici - databili tra la metà del 1800 ed l'inizio del 1900 - è di così alto pregio da renderli degli autentici monumenti nazionali. Altiforni, sale macchine, sale paghe, magazzini e depositi per lo stoccaggio dei minerali grezzi ed un variegato repertorio d'infrastrutture per il trasporto dei materiali, sono stati censiti, vagliati ed avviati ad un recupero parziale o totale. Agli edifici rinnovati sono state conferite nuove funzioni e nuove destinazioni. La loro intrinseca monumentalità è stata abilmente sfruttata dai progetti di restauro condotti dall'IBA, che li ha trasformati in moderne cattedrali post-industriali, adatte ad ospitare un'ampia gamma di eventi culturali ed artistici oltre che nuove attività economiche e produttive.

Progetto guida n. 5: lavorare nel parco
Attraverso concorsi nazionali ed internazionali, workshop di progettazione e concorsi d'idee, l'IBA ha convogliato all'interno del suo programma d'azione, numerosi progetti riguardanti la costruzione ex-novo o la realizzazione tramite recuperi e restauri, di alcuni "Parchi Commerciali" e "Parchi Tecnologici". L'IBA si è fatta garante dell'alta qualità formale, estetica e funzionale dei nuovi centri per il commercio e per uffici, costruiti soprattutto nelle aree precedentemente occupate dagli antichi porti industriali. Attraverso il programma "Lavorare nel Parco", l'IBA ha compiuto una delle operazioni più ardite e rischiose dell'intero progetto. Una consistente somma di denaro è stata investita nella realizzazione di queste grandi cattedrali per il commercio. L'operazione ha condotto alla realizzazione di numerosi edifici di alta qualità architettonica; autentici prototipi-modelli di architettura contemporanea. La loro progettazione, molto spesso affidata a studi di professionisti associati di chiara fama, è stata condotta senza risparmio di risorse e di tempo. Queste recenti realizzazioni esprimono l'obiettivo più ambizioso dell'IBA: trasformare l'immaginario della popolazione locale e dei possibili futuri imprenditori ed investitori, attraverso il rinnovo estetico, ecologico e funzionale degli ambienti di vita e di lavoro, al fine di generare nel prossimo futuro una spontanea riattivazione delle attività produttive, artigianali, commerciali e industriali.

Progetto guida n. 6: edilizia residenziale e sviluppo dei quartieri, le forme innovative dell'abitare
Il progetto relativo all'edilizia residenziale riguarda sia azioni di rinnovo e recupero degli antichi complessi di abitazioni popolari, sia la realizzazione ex-novo di moderni quartieri residenziali. Tra i progetti del primo tipo sono da considerare i lavori di restauro e riqualificazione degli antichi quartieri operai, popolati dalle famiglie dei minatori all'inizio del XX secolo. La loro fisionomia, ormai divenuta familiare ed amata dalla popolazione locale, è stata oggetto di un attento lavoro di recupero, che ha radicalmente trasformato le capacità funzionali di questi edifici, oggi adatti ad ospitare le nuove esigenze ed i nuovi ritmi di vita degli abitanti. Il successo di quest'operazione di rinnovo è testimoniata dalla lunga lista di attesa relativa a persone che ambiscono ad abitare negli spazi rinnovati degli ex quartieri operai.
Le realizzazioni di nuovi insediamenti comprendono alcuni casi esemplari di costruzione di moderne città-giardino. Le consolidate conoscenze di bio-architettura, che qualificano l'operato di numerosi studi di architettura tedeschi, hanno avuto occasione di essere applicate nella progettazione dei nuovi quartieri residenziali. La caratteristica più rilevante, che rende alcuni di questi progetti degli autentici modelli "da catalogo", consiste nella progettazione integrata, a più livelli e a differenti scale spaziali, delle diverse componenti: architettoniche, tecnologiche, paesaggistiche ed ecologiche dei nuovi complessi. L'obiettivo prioritario, perseguito dall'IBA, è stato quello di ottenere la massima integrazione percettiva e funzionale tra edifici, aree verdi (private, condominiali e pubbliche) e paesaggio circostante.

Progetto guida n. 7: nuove proposte per attività sociali e culturali
La "filosofia operativa" dell'IBA ha affidato un ruolo di altissimo valore ai molteplici aspetti sociali e culturali, presenti e potenziali, che costituiscono la caratteristica di questo territorio. L'intero progetto, del resto, si fonda sull'incentivazione delle qualità "soft" della struttura territoriale regionale. Essi sono, in sintesi, esprimibili attraverso le numerose attività ed iniziative volte ad aumentare la qualità di vita della popolazione. Il recupero ed il restauro dei grandi complessi industriali, ha prodotto una ricca serie di locali adatti ad ospitare ogni genere d'attività: nuovi teatri, spazi espositivi, centri sportivi, sale concerto, attrezzature per le più svariate attività culturali e sociali, hanno trovato posto nelle sedi splendidamente rinnovate degli immensi edifici industriali. Ma è anche e soprattutto l'ambiente ed il paesaggio a segnare la svolta di qualità apportata dagli interventi dell'IBA: una rete organica e diffusa di sentieri, percorsi ciclo-pedonali, strade e passeggiate, legano e collegano tra loro, i numerosi parchi recentemente realizzati, annettendoli alle aree naturalistiche, ai nuovi boschi ed alle postazioni ricreative, che scandiscono le lunghe rive dei canali e del fiume Emscher.




Il vasto progetto di recupero dell'ex bacino industriale della Ruhr, è ritenuto, a ragione, un intervento unico nel suo genere; un programma d'azione che, senza alcun dubbio, può assurgere al ruolo di modello e riferimento per altri casi simili caratterizzanti numerose ex regioni industriali.

È però necessario evidenziare come esso si sia calato in una realtà sociale, politica e ambientale, dalle caratteristiche assolutamente uniche, che rendono questo tipo d'intervento, in buona parte non "esportabile" ed applicabile genericamente ad altri casi apparentemente simili di altre nazioni. A questo proposito Karl Ganser, direttore dell'IBA, personaggio-chiave del progetto di recupero, invita a rimanere cauti e critici nei confronti della possibilità di generalizzare l'esperienza dell'IBA Emscher Park:

"(...) Nonostante le grandi similarità che ci possono essere, ogni regione è caratterizzata da condizioni economiche molto diverse, sia presenti che ereditate dal passato; oltre a ciò le condizioni finanziarie e legali differiscono molto da paese a paese. Per questo motivo ogni regione deve trovare il proprio modo di affrontare i suoi particolari problemi strutturali. Molto poco può essere applicato altrove (...) Un alto grado di interessamento per gli obiettivi ecologici e culturali, soprattutto quando la situazione occupazionale è particolarmente depressa e la necessità di investire forze e risorse extra, attraverso un approccio alternativo alla pianificazione, possono essere alcuni degli aspetti applicabili a livello mondiale". (in Topos, 1999, n. 26, p.11).

Il successo del ruolo di coordinamento svolto dall'IBA, non avrebbe potuto avere luogo se a supportarlo non ci fosse stato un tessuto sociale predisposto ad accogliere questa grande sfida.

Le suddivisioni politico-economiche e geomorfologiche, che distinguono la maggior parte delle regioni, determina, quasi sempre, l'impossibilità di gestire in modo coerente e coordinato le diverse iniziative intraprese dalle province e dai numerosi comuni contenuti in esse. La regione della Ruhr, al contrario, era stata uniformata in ogni sua parte dall'onnipresente industria mineraria ed estrattiva, che aveva conformato a quest'unico scopo i diversi territori e la ragione stessa della fondazione delle città. Questo destino comune, aveva reso "solidali" tra loro gli interessi dei principali comuni della regione, desiderosi d'intraprendere il necessario ed urgente cammino verso la rinascita economica, sociale e culturale dell'intera regione.

Dopo dieci anni di lavoro, a partire dal 1989, l'IBA, alla fine del 1999, ha cessato il proprio ruolo di agente catalizzatore di una grande rinascita. Essa è stata concepita come un organo d'intervento eccezionale, indispensabile a innescare il grande processo di trasformazione della Ruhr, senza mai, però, diventare parte integrante della struttura istituzionale amministrativa. Il 1999 è stato un anno di grandi feste per l'intera regione dell'Emscher, un anno ricco di eventi spettacolari e dalla forte carica simbolica, che hanno avuto lo scopo di suscitare, negli animi della popolazione, la necessità di continuare il processo di rinascita innescato dall'IBA.

La prosecuzione dei lavori è attualmente coordinata dal KVR, Kommunalverband Ruhrgebiet (Associazione comunale della zona della Ruhr), che è in procinto di riformulare la propria originaria impostazione organizzativa, al fine di adattarla alle dimensioni dei nuovi compiti ad essa conferiti.

La caratteristica che più connota il progetto del Parco Paesaggistico dell'Emscher e che fa di esso un "evento storico" di particolare importanza, è rappresentata dall'eccezionale ruolo strategico giocato dal "paesaggio".
Il "paesaggio", la trasformazione della sua immagine, è stato il mezzo per agire sull'immaginario, sulle aspettative ed sui desideri dell'intera popolazione dell'Emscher ed alimentare in essa la volontà di inserirsi nel processo di rinnovo della loro regione. Più di due miliardi di Euro sono stati spesi per intessere la trama di questo nuovo paesaggio: un paesaggio che si sta ormai delineando con chiarezza, ma che è ancora in piena metamorfosi di cui la popolazione e le istituzioni hanno finito per sentirsi pienamente partecipi e responsabili.

(Raffaella Spagna. 31.01.2002)


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