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DAYTON GARDEN
Minneapolis (Minnesota, U.S.A.) (1994 - 1997)


SCHEDA Descrittiva
SCHEDA DESCRITTIVA

Paese U.S.A.
Denominazione DAYTON GARDEN


Località MINNEAPOLIS, MINNESOTA
Progettista GEORGE HARGREAVES
Tipologia GIARDINO PRIVATO CONTEMPORANEO
Anno di realizzazione 1994 - 1997


La realizzazione del giardino privato della famiglia Dayton, costituisce uno tra i due isolati progetti di giardini privati, realizzati dal paesaggista americano George Hargreaves, conosciuto in tutto il mondo per gli esemplari macro-interventi di recupero e riconversione in parchi pubblici di vasti terreni mortificati e snaturati dalla presenza d'impianti di depurazione, discariche cittadine e industriali. La tematica del waterfront regeneration, cioè del recupero paesaggistico ed ecologico di litorali marini, aree portuali, estuari di fiumi e sponde fluviali, deteriorati da precedenti usi distruttivi, rappresenta l'area d'intervento abitualmente affrontata dallo studio Hargreaves & Associates di San Francisco. Lavorare ad una scala molto più ridotta, conoscere ed avere sotto controllo tutti i fattori generatori del progetto, costituì per George Hargreaves, una piacevole novità da affrontare.

"(...) il più delle volte ci viene chiesto di creare parchi pubblici sopra colline che celano diciotto metri di rifiuti o su siti post-industriali, e non giardini per la sede di una grande società nell'idillio di verdi vallate. (...) (quella di casa Dayton) era una scala che si poteva toccare e sentire, non si trattava di 50, 100, 200 acri. Non era un progetto di dieci anni, bensì un progetto da realizzarsi tutto in una volta, e sapevo che sarebbe stato fatto bene. Una scala che consentiva di tenere le cose sotto controllo".

Casa Dayton, un edificio in tipico stile internazionale, sorge a Minneapolis, nel Minnesota ed è situata in prossimità di uno dei numerosi laghi che contornano la città. La vista del lago, la sua dominante presenza, costituì il principale elemento-giuda e riferimento per intero progetto.

Il trasloco dalla precedente residenza fuori città alla nuova casa, comportò il trasferimento di una parte dell'importante collezione di sculture realizzate da artisti contemporanei di proprietà della famiglia Dayton. Alcuni lavori di Ellsworth Kelly, Richard Long, David Nash, Richard Serra, Joel Shapiro ed altri ancora, richiesero uno studio specifico finalizzato alla ricerca della loro ottimale collocazione. Il progetto del giardino esprime, attraverso la semplicità e regolarità del tracciato e delle aree da esso definite, la totale coerenza con lo stile della casa e con lo spirito modernista dei suoi abitanti. All'interno di questa griglia essenziale, Hargreaves ha tracciato delle variazioni minimali, delle lievi sfasature rintracciabili nelle "pieghe" del declivio d'erba, o nella curvatura della linea di confine con il lago; questi scarti formali alterano la rigida impostazione modernista della griglia di base, contaminandola con formazioni sconnesse e deformanti recuperate da un'intenzione post-moderna. L'unità casa-giardino, già assicurata dalla presenza delle ampie vetrate della casa, è rafforzata dal disegno delle aree esterne, composto da una successione di aree quadrangolari, che attuano una sorta di proiezione all'esterno delle sagome delle stanze interne. A fianco della rampa d'ingresso della casa, un lieve declivio è stato scolpito e foggiato a forma di: "piramidi a base rettangolare con costruzione isoscele", secondo la definizione di Hargreaves. Sulla superficie modellata e ricoperta d'erba svettano due sculture di David Nash; i due lati più esterni di questo spazio sono piantati regolarmente con alberi di Tiglio.

In direzione diametralmente opposta all'area appena descritta, si trova un'altra "stanza" importante del giardino: un'area di forma rettangolare, racchiusa su tre lati da un muro di pietra e scandita all'interno da un doppio filare di alberi di Giuda, che - con le loro chiome - invadono e definiscono completamente lo spazio. Sul suolo, ricoperto da ghiaia, sono posizionate tre sculture di Ellsworth Kelly (Trittico). Al centro della visuale prospettica realizzata dal doppio filare, una scultura di Peter Sheldon si staglia sullo sfondo del muro di cinta.

L'area prospiciente il soggiorno è intercettata dall'asse visuale fondamentale casa-lago. Questo spazio è trattenuto da un invisibile muraglione di forma curva, che oltre a contenerlo, ne definisce al contempo la geometria di confine. La strada di accesso sottostante e ancora oltre, la scarpata verso il lago, sono celati al di sotto della linea curva disegnata dal prato. L'integrità della continuità visuale tra casa, giardino e lago, viene in questo modo preservata.

Ad una delle due estremità della linea curva, corrisponde, risuonando con essa, la sagoma anch'essa curva di "Arco da giardino" di Richard Serra: una massiccia lastra d'acciaio che si erge dal manto d'erba.

(Raffaella Spagna. 31.01.2002)


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