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JARDIN ATLANTIQUE
Gare de Montparnasse, Boulevard de Vaugirard, Parigi, Francia (1992 - 1994)


SCHEDA Descrittiva
SCHEDA DESCRITTIVA

Paese FRANCIA
Denominazione JARDIN ATLANTIQUE
http://www.gardenvisit.com/ge/atla.html
http://www.archINFORM.net

Località PARIGI
Progettisti FRANÇOIS BRUN E MICHEL PÉNA
Tipologia GIARDINO URBANO
Anno di realizzazione 1992 - 1994


Il Jardin Atlantique - progettato dai due architetti paesaggisti francesi: François Brun e Michel Péna, selezionati al concorso indetto dalla città di Parigi nel 1991 - è un esempio contemporaneo di giardino pensile, sospeso a diciotto metri di altezza dal suolo, collocato sulla copertura piana, che sormonta la stazione ferroviaria di Montparnasse e Pasteur.

L'area di forma rettangolare, che raggiunge un'estensione di circa 34.200 metri quadrati, è racchiusa da tutti i lati da alti ed imponenti edifici (il museo Jean Moulin, il monumento commemorativo a Marshal Leclerc de Hautecloque, ecc.) ed è sostenuta da dodici grandi arcate in cemento armato.

Il giardino risulta separato dalla città su cui fluttua come una zattera galleggiante ed è ad essa "ancorato" tramite ampi scaloni, collocati su tre dei quattro lati del perimetro esterno.

La denominazione "Atlantique" deriva dal tema ispiratore suggerito dal concorso: "l'Oceano Atlantico", a sua volta motivato dalla direzione privilegiata dei percorsi ferroviari che dalla stazione di Montparnasse conducono verso la costa sulla Manica. Attraverso numerosi rimandi formali e funzionali (la piattaforma lignea per prendere il sole, i percorsi pedonali simili ai moli dei porti o ai pontili delle navi, la forma ondulata utilizzata più volte negli arredi e negli elementi decorativi), il giardino attiva in continuazione il ricordo dell'Oceano Atlantico, verso il quale si direziona e si rivolge.

Gli obbiettivi che hanno guidato la progettazione del Jardin Atlantique, sono essenzialmente fondati sulla necessità di creare un luogo per la ricreazione ed il divertimento. Al fine di realizzare uno spazio a verde che esprimesse queste caratteristiche, i due progettisti hanno usato tutti i mezzi formali, strutturali e vegetali possibili. Così essi descrivono l'immagine mentale che hanno cercato di materializzare:

"Una curiosa stazione balneare ricca di sabbia, ciottoli, rocce, sentieri, passerelle, essenze vegetali della costa, prati ondeggianti, gorgoglii d'acqua ribollenti come onde. (…) Un universo complesso e a volte contraddittorio, essenzialmente sensuale".

La ricerca estetica, ma soprattutto estesica che informa il giardino, avviene attraverso la fascinazione della vista, dell'udito, del tatto e dell'olfatto, come è evidenziato nell'elenco degli aggettivi da loro utilizzati come riferimento e ispirazione:

"Roccioso, erboso, metallico, morbido, inclinato, rugoso, ribollente, rumoreggiante".

La natura strutturale di "piattaforma sospesa" di questo giardino pensile, ha ovviamente comportato numerose limitazioni durante la progettazione. Fu possibile collocare carichi rilevanti, solamente lungo una fascia di circa cinque metri di profondità adiacente agli edifici perimetrali, altrove ci si dovette limitare a sottili coltri di terreno ricoperte da piante erbacee.

La limitazione rappresentata dall'impossibilità della copertura di sostenere carichi notevoli, è stata valorizzata dai due paesaggisti, che hanno sfruttato l'esistenza delle diverse zone con possibilità di carico differente, in modo da creare ambientazioni di vario genere, dedicate ad attività e funzioni specifiche. Laddove la capacità di carico è bassissima, è stato steso un sottile strato di terra, che ospita erbe graminacee e coprisuolo come accade, ad esempio, nella "Salle des plantes ondoyantes" o nella "Salle des Humidités". Nelle zone che sopportano carichi più rilevanti, si trovano arbusti e piante rampicanti che creano cortine verdi. Infine, nelle aree prossime agli alti immobili, si trovano gli alberi ad alto fusto i quali creeranno nel tempo una barriera visuale verso l'esterno. La specie prescelta è stata quella dei "Pinus Parasol", poiché molto resistente all'inquinamento atmosferico.

La struttura spaziale del parco si organizza attorno ad una vasta piazza centrale circondata da una passeggiata che la separa dalle altre aree: da un lato troviamo una serie di sotto-giardini dedicati a tematiche diverse e fittamente piantati, dall'altro lato della piazza centrale si trovano gli impianti per la pratica del tennis e del ping-pong. Al centro della piazza è stata realizzata un'ampia vasca con giochi d'acqua, al cui interno si trova "l'Isola delle Esperidi": un gruppo di elementi in metallo riflettente, dall'aspetto di sculture fantasmagoriche, in realtà strumenti per la misurazione degli eventi meteorologici.

Una grande varietà di strutture, materiali e funzioni, sono abbondantemente distribuite nelle restanti zone del giardino. In un angolo appartato è stata predisposta un'area adatta a chi vuole suonare strumenti musicali, costituita da un vano circondato da un muro il cui spessore e la cui texture sono stati progettati per attenuare i suoni. Altrove è collocata l'area per il gioco dei bambini, circondata da alti muraglioni, rivestiti da vivaci tasselli di ceramica e nella quale si trovano alcune pozze d'acqua per il bagno e i giochi. Una lunga struttura-solarium, costituita da una sinuosa pergola metallica, è fissata su una pavimentazione di listoni di legno, sulla quale i visitatori possono sdraiarsi e riposare. Leggere passerelle sospese, presenti in alcuni punti del giardino, sono state realizzate per collegare le diverse aree: simili ai pontili lignei delle navi e dei porti esse "sorvolano" parti del giardino, per poi sprofondare e attraversare la folta vegetazione perimetrale.

Come un tappeto volante sospeso tra gli imponenti edifici, il Jardin Atlantique può ben assurgere a prototipo contemporaneo dei mitici giardini pensili babilonesi. Questo stimolante paragone è stato descritto da John Dixton Hunt nel suo recente libro "Greater perfections. The practise of garden theory" :

"Gli studi più recenti sui Giardini Babilonesi, sottolineano come essi siano stati inventati per richiamare un particolare fenomeno geomorfologico, le montagne a nord dell'antica città. Giù nelle pianure, una catena montuosa ben distante, fu rappresentata attraverso una serie di terrazze gradonate ricoperte di vegetazione. Questi "giardini appesi" alimentavano la memoria delle lontane montagne e al contempo suscitavano la curiosità per via della loro particolare tecnica di costruzione.

I giardini Babilonesi sono molto "quotati" dai designers contemporanei. (…) come per il fantasmagorico Jardin Atlantique, creato al di sopra della piattaforma per le partenze e gli arrivi della stazione ferroviaria di Montparnasse a Parigi. Esso, letteralmente, ripete e richiama l'impresa babilonese, appeso com'è al di sopra della linea ferroviaria e sospeso nel vuoto; una parte del suo effetto e significato consiste nel rappresentare la nostra idea mentale o mitica del giardino. Esso realizza questo e al contempo partecipa ad un più specifico esercizio di rappresentazione, simile a quello dei giardini Babilonesi originali, cioè di rappresentare un paesaggio lontano, in questo caso la costa atlantica con le sue onde, le sue scogliere, la sua meteorologia, i suoi divertimenti e giochi da spiaggia, i suoi camminamenti".

Il progetto del Jardin Atlantique è stato da alcuni autori giudicato eccessivamente ricco di elementi decorativi, di attrezzature, di varietà di piantagioni, in definitiva troppo "pieno" di oggetti e troppo stimolante; un troppo che va a discapito della capacità del visitatore di completare con l'immaginazione il luogo, di conseguenza inibendo la possibilità di sognare e di inventare.

Nonostante questa probabilmente eccessiva "ridondanza espressiva", l'abbondante afflusso di popolazione ha confermato le aspettative degli enti locali e dei progettisti e in definitiva il successo del parco. Probabilmente, quando la vegetazione arborea raggiungerà dimensioni ragguardevoli, le numerose e scintillanti strutture e attrezzature verranno mitigate e risulteranno maggiormente integrate l'una all'altra, disegnando in maniera più armoniosa le forme di questo moderno giardino pensile .

(Raffaella Spagna. 31.01.2002)


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